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Paul Greengard ricordato da Fabio Benfenati

Published on 17 April 2019

Cari Soci della SINS,
è per me motivo di grande tristezza e dolore dovervi comunicare che Paul Greengard, uno degli scienziati più creativi, produttivi e rappresentativi delle Neuroscienze mondiali ci ha lasciato sabato 13 aprile 2019 all'età di 93 anni. Paul Greengard, nato a New York nel 1925, ha iniziato i suoi studi come graduate student alla Johns Hopkins nel 1949. Dopo avere seguito un seminario di Hodgkin e Huxley pensò che i meccanismi dell’eccitabilità neuronale fossero in gran parte risolti per le tecniche del tempo e decise di perseguire un nuovo approccio allo studio del cervello, la biochimica funzionale del tessuto nervoso, un territorio fino a allora completamente inesplorato. Questa ricerca completamente nuova culminò in un anno sabbatico alla Vandebilt University dove collaborò con Earl Sutherland, lo scopritore dell’AMP ciclico. Paul Greengard realizzò la potenziale importanza di queste osservazioni e formulò due ipotesi che si rivelarono delle vere pietre angolari delle Neuroscienze contemporanee. La prima, che i neurotrasmettitori cerebrali potessero agire come gli ormoni periferici, regolando la produzione di messaggeri intracellulari; la seconda che la fosforilazione fosse un meccanismo universale mediante il quale i messaggeri intracellulari provocavano i loro effetti biologici. Queste ipotesi furono pienamente confermate negli anni successivi prima a Yale e in seguito, fino a oggi, presso la Rockefeller University di New York, dove diventarono le linee di ricerca fondamentali del suo famoso laboratorio.
Nel corso della sua lunghissima carriera, Paul Greengard ha dimostrato che i processi di fosforilazione cerebrali intervengono nella regolazione di tutte le fondamentali attività neuronali come biosintesi e liberazione di neurotrasmettitore, generazione dei potenziali sinaptici, conduttanza dei canali ionici, formazione di nuove sinapsi, processi di memoria a breve e lungo termine. Sigmund Freud scrisse “dobbiamo rammentare che tutte le nozioni psicologiche che andiamo via via formulando dovranno un giorno essere basate su un substrato organico”. L’avere riconosciuto la natura chimica dei fenomeni che avvengono nel nostro cervello e che sono alla base delle attività nervose dalle più semplici alle più complesse ha permesso di dare un volto molecolare a questi fenomeni e ha avuto un impatto di grande rilevanza sulle Neuroscienze. Oggi, sappiamo che anomalie nella segnalazione tra i neuroni sono alla base di molti disturbi neurologici e psichiatrici tra cui tra cui la malattia di Parkinson, la schizofrenia, la depressione, la ADHD e la tossicodipendenza. Nel corso degli anni, le fondamentali scoperte di Paul Greengard hanno ricevuto numerosi prestigiosi riconoscimenti, culminati con il premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina nel 2000, che ha condiviso con Arvid Carlsson della Göteborg University e Eric Kandel della Columbia University.
Io stesso ho avuto la fortuna e il privilegio di far parte del suo laboratorio per diversi anni, continuando a collaborare con lui per un ventennio dopo il mio ritorno in Italia. L’atmosfera che si respirava nel suo laboratorio era di grande entusiasmo, con la consapevolezza di lavorare su problemi fondamentali. In laboratorio Paul era un maestro insuperabile, sempre disponibile a discutere nuove idee, sempre pronto ad accogliere le novità, i punti di vista diversi dal suo, capace di saper guardare ai problemi sotto diverse prospettive con grande larghezza di vedute. Senza apparente distacco tra scienza e vita, ha sempre saputo stimolare i propri collaboratori a dare il meglio di se, creando una grande scuola, le cui radici connettono generazioni di ricercatori ora sparsi per il mondo che hanno condiviso l’esperienza irripetibile di fare parte del suo laboratorio. La correzione dei manoscritti con lui era un'incredibile scuola di pensiero dalla quale si usciva completamente esausti, tuttavia cresciuti e cambiati nel profondo. René Magritte ha scritto "All I desire is to be enriched by exciting new thoughts". Questo è il ritratto di Paul, con la sua genuina e insaziabile curiosità per la scienza e il suo talento creativo capace di cogliere legami invisibili tra le cose. Paul ha mantenuto il suo entusiasmo sincero per la ricerca fino agli ultimi giorni. Fino alla fine, ha continuato a guidare un grande e prolifico laboratorio alla Rockefeller University, a seguire la ricerca su base quotidiana, sempre attivo, sempre il primo a fare domande ai seminari di laboratorio.
Oltre ai suoi straordinari contributi scientifici, Paul ha sempre avuto rispetto e ammirazione per le competenze diverse dalle sue, e non è un caso che sua moglie Ursula von Rydingsvard sia una delle più importanti scultrici contemporanee. La grandezza di Paul come uomo, oltre che come scienziato, emerge anche dalla scelta di utilizzare il finanziamento della Nobel Foundation per istituire il Premio Pearl Meister Greengard, intitolato a sua madre che morì dandolo alla luce, per premiare ricercatrici di eccellenza nel campo della ricerca biomedica, valorizzando così il ruolo della donna nella scienza.
Ricorderò Paul come un ineguagliabile maestro e amico, per la sua grande generosità, per l'acutezza di pensiero, per la grande ironia con cui vedeva la vita. Nella sua vita e nella sua attività, Paul ha impersonificato le sei virtù che Italo Calvino, nelle sue Lezioni Americane (1985), vedeva nell'uomo del prossimo millennio: Leggerezza, per la sua libertà di pensiero, senso dello humor e ironia; Rapidità, per la sua mente intuitiva e creativa; Esattezza, per la sua precisione scientifica e attenzione ai dettagli; Visibilità, per le sue fondamentali scoperte; Molteplicità dei suoi interessi e dei suoi punti di vista; Consistenza, per l'altissimo profilo scientifico che ha mantenuto fino agli ultimissimi giorni della sua vita. Paul è sempre stato un uomo del futuro. Ci mancherà la sua ricerca, ma ci mancherà soprattutto lui, come testimone della scienza di oggi e come ponte proteso verso la scienza del futuro.

 

Paul Greengard e Fabio Benfenati in occasione del festeggiamento per i suoi 90 anni