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Lettera del Presidente della SINS Prof. Paolo Calabresi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Published on 04 December 2020

Egregio Signor Presidente,
a nome della Società Italiana di Neuroscienze (SINS) che raccoglie oltre mille soci impegnati nella ricerca di base e nella sperimentazione clinica, vorrei portare alla Sua attenzione gli interventi dell’onorevole deputata Angela Ianaro circa l'indispensabilità della sperimentazione che utilizza anche gli animali.
Come cittadini e ricercatori che lavorano nel campo della Biomedicina ci sentiamo rincuorati nel constatare che, in questo periodo di grave emergenza sanitaria, ci sia spazio per le ragioni della scienza anche se viene lasciato ancora ampio spazio alle istanze animaliste che portano avanti una voce ideologica e antiscientifica.
È un dato di fatto che in momenti critici per la salute della popolazione e di fronte a patologie gravi o incurabili, ci si aspetta che la scienza fornisca soluzioni risolutive nel minor tempo possibile. La sperimentazione animale rientra tra quei metodi e mezzi di cui la ricerca scientifica ha spesso bisogno per arrivare a terapie comprovate e sicure per l’uomo, come succede in questo periodo per i vaccini. Qualsiasi farmaco o sostanza d’abuso comporta una valutazione dei rischi che non è solo limitata ad un particolare tipo cellulare od organo o tessuto o apparato cresciuto in un contenitore di plastica, ma sull’intero organismo, completo di tutti gli organi ed apparati che possono essere bersagli della sostanza in esame e come tali rispondere in maniera diversa l’uno dall’altro. La sicurezza, la tollerabilità dei farmaci e di tutte le cure, anche non farmacologiche, e la riduzione al minimo degli effetti collaterali, richiedono la sperimentazione con animali di laboratorio prima di essere utilizzate nell’uomo.
La ricerca biomedica in Italia è regolata da norme che sono le più severe in Europa. Organismi preposti al benessere degli animali delle Università, Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, valutano oltre agli aspetti sperimentali anche il potenziale beneficio per gli esseri umani, allo scopo di superare l’eventuale sofferenza del limitato numero di animali coinvolti, insieme alla verifica che la ricerca non possa essere condotta con altri metodi sperimentali. Nonostante questo, l’Italia ha introdotto, a differenza degli altri paesi dell’Unione Europea, misure ancora più rigorose e restrittive, incorrendo in una procedura d'infrazione a livello Europeo.
Vogliamo tutelare i nostri giovani ricercatori che sempre più frequentemente preferiscono svolgere le loro ricerche fuori dall’Italia, affinché la tensione etica che anima le loro ricerche a beneficio dell’uomo sia rispettata e aiutata.
Chiediamo a Lei Presidente di farsi portatore di queste istanze nelle sedi che riterrà più opportune perché Lei rappresenta l’arbitro a cui la Nazione si appella quando si tenta di minare la libertà della ricerca, peraltro riconosciuta dall’art.33 della Costituzione.

Prof. Paolo Calabresi
Presidente della Società Italiana Neuroscienze
 

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