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Giorgio Innocenti ricordato da Roberto Caminiti

Published on 14 January 2021

E’ con profondo dolore che vi annuncio la perdita di Giorgio Innocenti, scomparso improvvisamente il 12 gennaio, mentre sciava sulle Alpi svizzere. Ha avuto una vita ricca e piena di immaginazione, con molteplici interessi culturali, tipici di una mente brillante e provocatoria, a volte anche abrasiva. Lo conoscevo da quando ero studente di medicina del terzo anno e lui un giovane assistente di Fisiologia all’Università di Catania, cinquant'anni orsono. La conoscenza di Giorgio ha determinato alcune delle direttrici principali dei miei interessi scientifici e della mia carriera.

Giorgio ha dato contributi originali allo studio dell'anatomia e della fisiologia del corpo calloso, dalla scoperta dell'esuberanza neonatale delle connessioni interemisferiche, che si è rivelata una regola generale dello sviluppo della connettività corticale, alla caratterizzazione del diametro e dei tempi di conduzione degli assoni callosali in diverse specie (macaco, scimpanzé, Uomo), con il risultato inaspettato che l'evoluzione ha rallentato, piuttosto che accelerato, i tempi di conduzione interemisferica ed aumentato la gamma di ritardi temporali attraverso i quali le aree corticali possono comunicare. Ho avuto l'immenso privilegio di condividere con lui queste avventure intellettuali, all'inizio e alla fine della mia carriera. Nel mezzo, una vita di amicizia e infinite discussioni e sogni su nuovi progetti e come godersi la vita.


Giorgio è stato un leader nella promozione delle neuroscienze e della cultura scientifica. Ha contribuito in modo significativo alla nascita dell’European Neuroscience Society e dell'European Neuroscience School Program, di cui è stato presidente e instancabile promotore. Si è sempre impegnato nell'educazione dei giovani scienziati, nello scambio interetnico e nella trasparenza nella scienza. Abbiamo sempre condiviso l'opinione che gli scienziati non debbano isolarsi nei loro chiostri privilegiati, ma piuttosto comunicare al pubblico l'importanza della scienza per il miglioramento delle condizioni di vita nelle nostre società e nei paesi in via di sviluppo.


È stato un eccellente mentore per il suo entusiasmo nello stimolare e ispirare la libertà intellettuale e l'iniziativa tra i suoi collaboratori, nel seguire la loro formazione, e per la sua integrità scientifica e l’approccio innovativo alla ricerca.


La forza intellettuale di Giorgio ci lascia un ricco patrimonio culturale, da esplorare a fondo da parte delle prossime generazioni. Nel suo ultimo messaggio a me e ad altri colleghi di diversi Paesi, che aveva selezionato e coinvolto per scrivere una rassegna sulle connessioni interemisferiche, pochi giorni fa ha scritto: “Francamente, quando ho capito cosa abbiamo fatto collettivamente mi sento orgoglioso. Niente di questa profondità è disponibile per qualsiasi altra connessione corticale. Speriamo che altri ci seguiranno”.


Il nostro compito sarà quello di portare a termine il lavoro che aveva iniziato, condiviso e lasciato vicino al compimento, nel suo continuo sforzo di superare le barriere della conoscenza.

Roberto Caminiti